La venuta al mondo di Cristo Gesù é stata la realizzazione delle promesse fatte da Dio nell'Antico Testamento (Genesi 3:15; Isaia 7:14; 9:5,6). La Bibbia ci informa che il Figlio di Dio si è fatto carne (Luca 1:35) ed ha abitato un tempo fra gli uomini (Giovanni 1:1-5,14), ma gli uomini non lo hanno ricevuto (Luca 2:7; Giovanni 1:11).
La nascita di Gesù non é dunque una festa gratuita ma gloria spirituale e giubilo per la meravigliosa grazia (Luca 2:14), una gioia che conduce alla riflessione all'adorazione (Matteo 2:11) e che spinge all'evangelizzazione (Luca 2:20).
Ma il Signore Gesù non può essere nato il 25 Dicembre. Non esiste alcun riferimento biblico che indichi questa data e nella Parola di Dio non è menzionato né il mese, né il giorno della nascita del Salvatore.
Non viene neppure dagli Apostoli che furono istruiti personalmente da Gesù Cristo, che invece istituì il battesimo in acqua per immersione come parte integrante della salvezza e la Santa Cena per ricordare il Suo sacrificio.
Gli apostoli oltre che insegnare questo, parlarono della resurrezione di Gesù e del Suo ritorno ma mai della sua nascita, anzi, implicitamente e logicamente la narrazione dei Vangeli esclude la possibilità che Gesù sia nato d'inverno per le seguenti ragioni:
A. La fredda atmosfera delle notti di Dicembre in una situazione elevata come quella di Betlemme. In quella regione della Palestina, in Dicembre, la temperatura media notturna è di circa 7°C.
B. I mesi da Dicembre a Febbraio sono periodi piovosi durante i quali talvolta cade anche la neve.
C. In Giudea i pastori non più tardi del 15 Ottobre riportano il loro gregge al riparo per proteggerlo dal freddo, dalla pioggia e dalla neve. Nei Vangeli, invece, si legge che la notte in cui ebbero l'annuncio della nascita del Salvatore, stavano facendo la guardia al gregge all'aperto (Luca 2:8).
Infatti: "Era una antica usanza, tra i giudei di quei giorni, di condurre i loro greggi all'aperto, nei campi, intorno alla Pasqua (all'inizio della primavera) per poi condurli a casa all'inizio delle prime piogge" (Adam Clarke Commentary, New York, Vol.5, pag. 370). Anche la Bibbia prova che l'inverno è una stagione molto piovosa (C.d.C. 2:11; Esdra 10:9-13).
È anche importante ricordare che i genitori di Gesù erano andati a Betlemme, perché l'imperatore Romano Cesare Augusto aveva deciso il censimento di tutto l'impero Romano e Dicembre come mese, non sarebbe stato felice per incoraggiare i sudditi spesso ribelli, ad ubbidire (Luca 2:3-7).
Nei Vangeli non si parla della presenza di nessun bue o asino nella stalla che riscaldarono Gesù nella fredda notte di Natale (Luca 2:1-7). Di contro i Vangeli ci presentano Gesù, il Signore della gloria fattosi povero per noi. Che differenza fra il Natale dei nostri giorni ed il Natale dei Vangeli.All'ostentazione, alla ricchezza e al consumo del nostro tempo, si contrappone la semplicità dei Magi; il consumismo dei nostri giorni è in antitesi con il Cristo che si è fatto povero (2Corinzi 8:9).
Infine anche i Padri dei primi secoli non sembrano aver conosciuto una festa della natività di Gesù. Origene affermò questa verità: "Nelle Scritture non si narra di nessuno che osservasse una festa o che tenesse un gran banchetto in occasione del proprio compleanno".
Noi Cristiani Evangelici non riconosciamo questa festività perché non esiste alcun riferimento biblico alla data del 25 Dicembre. Dunque, la tradizione del Natale non proviene dalla Bibbia. Del resto i vangeli parlano di Gesù solo come Salvatore (Luca 2:11).
Se per Dio era così importante comunicare il giorno della nascita di Gesù, lo avrebbe fatto in modo esplicito esattamente come aveva fatto per la pasqua (Esodo 12:1-3,14). L'uomo dunque e non Dio ha imposto per tradizione l'osservanza di questo giorno (Marco 7:8).
Lo Spirito Santo ci rivela nella Scrittura ciò che é davvero importante per l'uomo peccatore e cioè: "La morte di Gesù e la Sua resurrezione" (Giovanni 3:16;Romani 10:9,10).
Obiettivamente e coerentemente con la Parola di Dio non possiamo accettare le tradizioni umane, in quanto desideriamo restare saldi nella fede (Giuda 1:3). Poiché siamo il tempio dello Spirito Santo, non ci contamineremo con questo mondo e non resteremo inglobati nella confusione di questo mondo (Isaia 48:20).
Chi partecipa alle opere infruttuose delle tenebre, corre frettolosamente al male (Proverbi 6:16:18). La salvezza del credente è per la fede non nella tradizione degli uomini, ma nel sacrificio di Cristo Gesù (1Pietro 1:18,19).
Tratto da Cristianievangelici.com
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